nella foto: io ed il mio piccolo bastardo, in un raro momento di quiete durante la rivoluzione cubana
E poi dicono che uno impazzisce... Mettetevi nei panni del povero Brian wilson. Certo adorava essere sommerso da palate di dollari e di giovani fan ardenti, ma ci teneva ai suoi dischi, era uno che aveva la sensazione di stare facendo qualcosa di grande, e quindi voleva essere il piu' grande di tutti (normale, no?), registrare Il Disco, quello che zittisce tutti e per sempre.
E poi una mattina si e' svegliato ed e' andato (oppure ha mandato uno scagnozzo) in un negozio di dischi, e poco dopo ha potuto mettere sul piatto ed ascoltare "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band". Dai! E' ovvio che uno esce di testa. Io credo non sarei arrivato integro nemmeno a Getting Better. Anche perche' mastro Wilson era uno dei pochi in grado di capire che questo lavoro era la chiesa nella quale si celebrava il diabolico matrimonio tra il pop e l'inquietudine, una bambina sorridente in una bara aperta.
Il povero Wilson, complici una difficile vita passata ed una stupefacente vita in diretta, non poteva reggere. Anch'io faccio fatica a reggere, o forse credo che sia cosi' mentre in realta' non sto reggendo per niente, anzi sono definitivamente impazzito. Probabilmente sono convinto di stare scrivendo un post per il mio blog, in una splendida mattina d'estate, mentre il mio cagnolino sonnecchia sul balcone, ed invece sono in una cella imbottita tipo cubo di un metro per lato e mi sto sbavando sulla camicia di forza griffata.
In quel caso va benissimo cosi'. Nell'eventualita' che tu sia il medico o il tecnico che sta sondando i miei pensieri, grazie ad un nuovo procedimento strepitosamente tecnologico, leggi bene queste parole da dietro la mia spalla "TUTTO OK, LIMITATEVI A GIRARMI OGNI TANTO PER EVITARE IL DECUBITO". Letto bene, dottore? In questa particolare allucinazione sto approfittando di un raro momento di quiete per scrivere due cazzate sul mio blog, sono leggermente stupefatto ed in questo preciso momento sto ascoltando Good Morning in cuffia ad un volume assolutamente scellerato. In questo punto della sceneggiatura ho un sacco di pensieri, ma ho la sensazione che andra' tutto bene e che il futuro sara' estremamente divertente. Insomma, qui sono felice. Quindi niente accanimento terapeutico per favore: ogni tanto giratemi su un fianco diverso e se proprio volete fare ancora qualcosa, un paio di volte al giorno fatemi flettere un po' le braccia e le gambe. Ma senza impegno. Tanto non ho la minima intenzione di uscire da questa particolare edizione della realta'. Pillola azzurra per me, Mr. Morpheus.
Quest'estate saro' in giro, devo fare diverse date e mettere in piedi alcuni progetti prima che la mia disponibilita' di tempo, gia' ridicola, diventi nulla. Magari ci incontriamo per caso. Tanto siamo nella stessa allucinazione, no?